The Köln Concert. Keith Jarrett. Best Free Album.

Ascoltare Keith Jarrett è un esperienza mistica. A differenza di altro jazz, Jarrett si classifica spesso in solitudine, la sua musica è diversa. Non mi riferisco ad un aspetto solamente qualitativo, preferisco definire la sua diversità nell’approccio, ma sarebbe troppo scontato, e non scrivo per ovvietà, o almeno questo è l’intento. Userei più piacevolmente il termine imprevedibile, ma soffrirebbe delle stesse lacune del precedente. Jarrett è quasi occulto. Soffre di un mood misterioso, è troppo intimo, se si sta attenti  si sente scorrere nero su bianco, mentre sfiora i tasti in un estasi quasi inspiegabile.

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L’esempio perfetto è la registrazione del concerto di Colonia nel 1975, nel suo tour europeo. The Koln Concert è il manifesto per eccellenza di libertà e linguaggio musicale. In questo caso andiamo oltre il Jazz, assurdo da dirsi, ma sarebbe restrittivo ritenerlo solo Jazz. Come se volesse illuderci, il piano ci disorienta facendoci credere una volta di essere in una Bluesession e una manciata di minuti dopo bastano poche note per sentirci in altri generi, dal Gospel ad ogni genere di Jazz. Ritmi frenetici seguiti da tonfi e crossroads musicali, di una efficacia sorprendente, come al 34′ minuto, dove il piano si ritrasforma. Il tutto nella più totale improvvisazione. E’ ormai celebre l’astio di Jarrett verso le numerose richieste per trascriverne la musica, il suo intento era di lasciare andare la musica così come era venuta, ma sappiamo non andrà così. Infatti le composizioni del concerto verranno trascritte anche per chitarra classica. E’ stato definito il miglior album solista per improvvisazione.

Nonostante sia celebre per gli strani gemiti, con i quali quasi inconsapevolmente accompagna il piano, in questa registrazione non sono molti. Ma la sensazione che emerge è la stessa, quella di un profondo dialogo con lo strumento. Questo album ci concede un ennesimo pass-temporaneo per il mondo parrallelo in cui si rifugia Jarrett mentre esegue la sua musica, un mondo privato e non molto chiaro, di certo assolutamente sublime. E come per i più grandi incomprensibili, Keith Jarrett non si discute, lo si ascolta e basta in un religioso silenzio. Cosa che di certo non avrebbe condiviso lo spettatore, che nell’incipit del concerto, mentre Jarrett cita la musica dell’Opera di Colonia, si lascia scappare una sonora risata.

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2 thoughts on “The Köln Concert. Keith Jarrett. Best Free Album.

  1. verdelilla ha detto:

    lo si ascolta in religioso silenzio e non si discute: sì, sono profondamente d’accordo

  2. Accadimenti ha detto:

    Bene siamo sulla stessa linea d’onda allora. Ho la stessa reazione per quasi tutti i lavori di Jarrett, ma per citarti qualcosa direi ”americana” in book of ways, ad esempio.

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